martedì 24 agosto 2021

dal libro

 "Cosa possiamo fare allora per evitare di andare a sbattere con violenza contro qualcosa? Se si segue la logica, la soluzione è semplice. Sognare. Continuare a sognare. Entrare nel mondo dei sogni e non uscirne più. Vivere lì per sempre".

dal libro, non mia

martedì 8 giugno 2021

sabato 11 luglio 2020

Testamento

Io forse ho confuso il piacere e l'amore
Ma non ho creato dolore.

Onora la mano che ruppe il tuo naso perché le chiedevi un boccone.


Tito miglior testamento.

giovedì 2 luglio 2020

Stanley Flora

Stanley Tucci grande attore ma non quanto Tom Hanks.
Anche se è Matteo Flora rimane un grande attore

giovedì 20 febbraio 2020

Guida per Roma

NON farti un piano di viaggio
NON usare la memoria
NON prendere il pane col fritto
Porta sia gli occhiali da sole che l’impermeabile
NON portare l’ombrello
NON fare pipì prima del Vittoriano
Fai pipì al Vittoriano
Fai l’andata in treno
Fai il ritorno in bus
Prendi il caffè al Sant’Eustachio
NON sederti fuori dal Sant'Eustachio
NON mangiare Da Oscar
NON accettare polaroid sopra i 2€
Metti scarpe comode
NON usare il telefono nei ristoranti. NON AZZARDARTI.
Usa la metro
NON usare gli autobus
Quando prendi i biglietti della metro per l’andata prendili anche per il ritorno
Goditi la linea B
Porta l’amuchina
Guarda come versano l’amaro prima di ordinarlo
NON berlo da solo
Se è troppo dividilo
Se possibile risparmia
NON tirare banconote nella Fontana di Trevi
Porta un amico colto

[in aggiornamento]

lunedì 10 febbraio 2020

piano piano buono buono

Mi ritrovo improvvisamente e piacevolmente immerso in un flusso da cui riesco a notare la noiosa lentezza, quasi immobilità, di tutto quello che si trova intorno a me.
Qualsiasi oggetto, ogni persona, si muove così lentamente che riesco a prevedere il suo futuro, quale parola dirà, se sarà testa o croce, ogni cosa.
Qui il vettore con modulo maggiore sono io, ma devo continuare a correre, non rallentare, cogliere questa opportunità fino all'ultimo istante: tutto si muove al rallentatore intorno a me, e dalla mia prospettiva risulta incredibilmente difficile afferrare e cogliere ogni attimo.
Devo farlo per non mangiarmi le mani domani.

mercoledì 5 febbraio 2020

bottiglia in messaggio

scrivo da un'altra dimensione, qui tutto è differente, ma soprattutto i font. in questa dimensione tutto sembra ciò che non è, solo pochissime similitudini mi ricordano che un tempo anche io appartenevo a questo mondo.
probabilmente qui non c'è spazio per me, devo fuggire, ma forse in futuro trasmigrerò questo mondo nel mio universo, o questo universo nel mio cartone del latte, anche se bevo tè.
-inviato da ******

non mi trattengono qui contro la mia volontà, mi trattengo io contro la altrui volontà
ah, rhythmbox>groove musica

lunedì 3 febbraio 2020

Rawls c'era andato vicino

Chissà perché nessun disinfettante è in grado di mandare via quell'ultimo batterio. non sono un esperto di marketing ma mi fiderei di più di un prodotto in grado di garantirmi pulizia e igiene al cento per cento, piuttosto che un misero 99. Piuttosto datemi novanta, o novantuno, ma 99 no, che rabbia. rientra nella stessa classe ma è quello che non ce l'ha fatta. tipo Calenda.
In edb si assume che chiunque sia in grado di ricavare un'utilità dal consumo di un paniere di prodotti; non solo ne ricava un'utilità, ma è persino capace di quantificarla numericamente, per cui mangiando tre arance e bevendo un caffè ottiene un beneficio di ventitre.
Quel numero cardinalmente chiaro e collocabile su un continuum per lui non ha alcun significato, potrebbe equivalere a cento, o a 99 (ma anche lui riconosce che sarebbe uno sfigato con un'utilità di 99).
Per lui ventitre non è un punto nello spazio, non è proprio niente. Ma sa metterlo in relazione al 22, o al 24; 22 sono due arance e un caffè, 24 sono tre arance e due caffè.
E quindi la sua utilità potrebbe crescere di un punto con un caffè, miglioramento paretiano, no? è semplicissimo, qualcuno ha da ribattere? Ah ecco come immaginavo. Che ragionamento assurdo. davvero ci siamo ridotti a pensare questo di mr.potato? Che basti dargli un caffè in più e come per magia, così, guadagni un punto? Come se non si sapesse, che beve caffè solo per aiutare renato a mandare avanti l'attività. Renato è simpatico, si merita una pacca su una spalla e un po' di compagnia, sembra tanto triste quando è solo.
No, il nostro amico non lo vuole quel caffè. Non vuole raggiungere una curva di indifferenza più alta. Allungare le distanze dall'origine è sinonimo di benessere e appagamento, anche se richiede vincoli di bilancio via via crescenti. Ma quel surplus non fa per lui, farà più comodo a qualcun altro. Lui sta bene a ventitre.
Non possiamo pensare sul serio che la fbs sia utilitaristica, è eticamente sbagliato, e che messaggio diamo ai nostri giovani? e ancora prima a noi stessi! solo qualche nonno ha provato a indicarci il cammino, e noi lo abbiamo ascoltato, eravamo troppo giovani per capire, l'abbiamo lasciato morire, non abbiamo risposto al telefono, quella notte, perché sapevamo che quella notte era un po' più buia, che triste notte, quella delle brutte notizie. Ma ora che siamo più grandi e forse ancor meno coscienti iniziamo a capire la lezione.
In barba a samuelson e lindahl, non hanno capito niente. a questo giro vince chi imbocca la strada sbagliata, tanto non lo saprà nessuno, però li farà stare bene. non accetterà quel 24, ma resterà a ventitre, anche se non saprebbe nemmeno scriverle quelle cifre, e forse quel numero ha una coscienza, chissà se comprende cos'è il desiderio
per non diventare pazzi come jim bisogna andare a fondo, scavare dentro noi stessi e scoprire le carte, magari in segreto. che carte hai? fammi sapere, devo saperlo.
io rimango a ventitre, te a che piano vai?

Cercasi Funzionalità Utili

Un'infinita ed estenuante corsa, in salita, controvento e con le infradito (nabaiji, non quelle brasiliane).
Quando invece un viottolo piano, accogliente, e con le pietruzze incastonate nell'asfalto sarebbe la strada meno folle ma più battuta.
Con la voglia che comunque è quel che è.
Allora corriamo a circondarci di pesantissimi tomi scritti da qualcuno che abbiamo sentito dire, che un giorno leggeremo, ma che oggi ci guarda sovente e con aria di rimprovero perché non siamo capo chino a leggere.
Mentre scrivo un numero di Limes (no, due, anzi tre, no è pieno) mi rammenta che non ho mai letto un numero di Limes ma ne ho comprati 3 o 4 a suo tempo, sono lì, a casa, non qui.
Mi volto a sinistra ed è pieno di manuali per futuri amministratori e burocrati, che coraggio. Uno di questi è edito dal sole 24 ore, bello il vecchio logo, anni fa lo guardavo e non capivo perché mio padre lo leggesse con tanto interesse, tuttora me lo chiedo, ma almeno provo a darmi una risposta.
Sicuramente sbagliata.
Proseguo la corsa, sudato (nemmeno troppo, c'è chi suda il doppio, il loro sacrificio renderà l'arrivo meno amaro), e forse fra un anno avrò capito perché il babbo leggeva il sole quando ancora usavo windows xp.

Sarà bello capirlo, intanto però i manuali del mulino continueranno a essere scritti con i piedi, anche quando babbo non leggerà più il sole.

Leggete tutto, ma non i manuali del mulino.
-36, più o meno, vado a memoria

tentativo 4.0.1

Spazio infinito, marginalmente e superficialmente esplorato, limitatamente riempito.
Non sono uno scrittore, e non penso né auspico di diventarlo. Mestiere troppo nobile ed elegante quello dello scrittore, mestiere di cui non posso essere portavoce né stasera né domattina.
Amalgama eterogenea (di cosa ancora non è dato sapere) priva di apparente filo rosso, questo troverete.
Non saprei dove mettere le mani mentre parlo ad una telecamera, mi sentirei un idiota a parlare ad una telecamera, ma soprattutto non saprei cosa scegliere quale fondale: non ho una bella parete piena di libri in casa, sono tutti in mensole improponibili, troppo alte perché sedendomi stiano all'altezza del mio busto (che brutta parola, la parola "busto"). Per questo non parlerò in brevi e poco orecchiabili video.
Mi auguro di farvi leggere un po' di idee, le mie.
No non parlerò delle mie idee, che palle, per quelle basta chiedere, preferisco che le chiediate.

Mi auguro di farvi leggere un po'. Mi auguro di colmare un inappagabile desiderio di diventare interessante per qualcuno per cosa penso. Per cosa dico. Per cosa scrivo ma soprattutto per cosa non scrivo.

Chissà se questo mi renderà interessante. Speriamo di no, sarà una splendida e unica (l'ennesima) occasione per tentare ancora.
Limitatamente riempito, però stanotte ci provo un po'.